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[Forza Interiore]

Aggiornamento: 24 mar 2020

*Che cosa è lo Yoga senza la forza interiore? Cosa sarebbe la vita senza forza interiore?

Muscoli, ossa e organi interni. A cosa sono destinato? Qual'è il mio compimento, dove seguirlo? Chi posso chiamare per chiedere la direzione... Il bello della pratica yoga è che non darà mai risposte, come sei abituato ad avere, ma te le farà sentire. E quello che prima sentivi un corpaccio senza causa e senza effetto, a volte prestante, altre volte molliccio, comincia a mandarti dei segnali, con un alfabeto intuitivo, e piano piano il tuo posto nel mondo diventa più confortevole.


Quando si parla di "solchi nella mente", ci si confronta con il lavoro che descriveva Patanjali nel sutra 1.14 [ La pratica è saldamente fondata quando è continuata per lungo tempo, senza interruzione e con completa fede ], e poi dopo di lui Yogananda. Sono tracce emotive profonde che dettano i paradigmi di come ci confrontiamo rispetto a certe emozioni, come ci attacchiamo ad esse. Questo sutra approfondisce la definizione di pratica e afferma che, per essere efficace, essa richiede un lavoro sincero, regolare e senza scopo ulteriore. La nostra personalità si manifesta nelle nostre abitudini e nelle nostre azioni ripetute. Secondo Patanjali queste abitudini si depositano nella mente, creando così sottili solchi. Lo yoga è un risveglio all'intensità della vita. Per praticarlo occorre confrontarsi con sentimenti poco sperimentati.

Come un disco rotto ripetiamo gli stessi sbagli che ci conducono alle stesse sofferenze. Perché non andare oltre? Se ci pensiamo bene, la felicità o l'infelicità dipende proprio da questo. A modificare certi meccanismi si occupa la psicoanalisi o la psicologia, certo ma non solo: il grande Yogananda conosceva molto bene il funzionamento della mente e nei suoi insegnamenti ha "nascosto" un metodo infallibile per vincere il male sottile e profondo che talvolta cattura la nostra mente. Yogananda affermava che ogni pensiero ripetuto, ancor più se associato un'azione, scava un solco nelle cellule del cervello, e un pò alla volta questi solchi diventano così profondi che l'energia si incanala sempre li, portandoci a "suonare sempre lo stesso disco", spesso con risultati poco felici. Quando meditiamo, avviamo un processo di ricablaggio naturale del cervello, perché ritiriamo l'energia dalle membra del corpo per portala alla spina dorsale astrale, all'occhio spirituale quindi al cervello, e questa energia concentrata ha un potere trasformante. Impariamo ad accedere alla super coscienza, cioè alla dimensione superiore e sottile della nostra coscienza, da cui ha origine la nostra capacità di autoguarigione. La forza di volontà è fondamentale e, credetemi, la guarigione è instantanea. Funziona davvero.

Quando Yogananda parla di "solchi" si riferisce al mantello corticale che è solcato dalle circonvoluzioni cerebrali, ovvero a quella forma di organizzazione materica del cervello, visibile ad occhio nudo, che si dispone avvolgendosi su se stessa per potersi accomodare all'interno della teca cranica, a costituire dei giri, che poi affiorano macroscopicamente appunto come dei solchi. Il cervello è plastico, si modella continuamente in risposta alle continue esperienze, ai pensieri, alle emozioni e all'età.

*Qui potete trovare la pratica guidata in 7 step, metodo di "riprogrammazione " del pensiero attraverso i "solchi" mentali - Yogananda -


Namasté





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